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Studio legale Fragale


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IL GIUDICE LUISA MARTONI HA RINVIATO AL 9 DICEMBRE L' UDIENZA PER LA MANCATA NOTIFICA AD UNO DEI TRE IMPUTATI

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I periti: un nesso fra radiazioni e leucemia
Radio Vaticana: siamo tranquilli, sull' elettrosmog abbiamo rispettato le convenzioni internazionali
Sono tranquilli e non si sono neppure sorpresi. "Le accuse erano già state alimentate nel 2001, ma non ci preoccupano: abbiamo ottimi motivi per ritenere che il nesso di causalità fra leucemie infantili e radiofrequenze non esista". Padre Federico Lombardi, direttore dei programmi di Radio Vaticana, sintetizza così l' opinione dell' emittente della Santa Sede sulla seconda fase dell' inchiesta sull' inquinamento elettromagnetico: il cardinale Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione, padre Pasquale Borgomeo, direttore generale, e Costantino Pacifici, vicedirettore tecnico, da ieri sono indagati anche per lesioni e omicidio colposi. La svolta nelle indagini è arrivata in coincidenza con la ripresa del processo per "getto pericoloso di cose", ricominciato (e subito rinviato al 9 dicembre) dopo che la Corte di Cassazione, ad aprile, ha stabilito che l' emittente della Santa Sede può essere giudicata dalla magistratura italiana. Ma padre Lombardi respinge anche l' accusa di inquinamento da elettrosmog: "I vertici di Radio Vaticana - sottolinea - hanno sempre rispettato le raccomandazioni delle Convenzioni internazionali sul gettito di onde elettromagnetiche". È stata la consulenza consegnata alla Procura a maggio 2002 a dare avvio alla nuova fase dell' inchiesta. Nella relazione ordinata dal procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e dal pm Stefano Pesci non si esclude che i casi di leucemia infantile (nove, secondo l' associazione "Bambini senza onde") registrati a Cesano, all' Olgiata e a Osteria Nuova siano stati provocati dalle onde medie. "Il peso delle evidenze è in favore dell' esistenza del nesso di causalità", hanno stabilito i tre esperti incaricati dagli inquirenti: Pietro Comba, direttore del servizio epidemiologico dell' Istituto superiore di sanità, Paolo Crosignani, fisico dell' Agenzia per la protezione ambientale della Toscana, e Augusto D' Angiolillo, primario di Ematologia al Pertini. Tuttavia, hanno precisato i consulenti, non è possibile "indicare nelle emissioni di Radio Vaticana la causa unica del verificarsi dei casi di tumore nella popolazione, anche se la stessa può essere considerata causa efficiente". "Il nesso di causalità non esiste", ribatte l' avvocato Marcello Melandri, difensore dei tre dirigenti dell' emittente della Santa Sede. "Non c' è alcuna connessione - ribadisce padre Lombardi -. Anche la massima parte della letteratura scientifica tende a non riconoscere legami tra leucemie infantili e radiofrequenze". L' "asso nella manica" di Radio Vaticana è il rapporto della commissione istituita dall' allora ministro della Sanità Umberto Veronesi il 10 aprile 2001. Il gruppo di studio formato da quattro esperti (Donato Greco, Peter Boyle, Giuseppe Masera e Roland Mertelsmann) ha raggiunto conclusioni drastiche: "I dati esaminati non dimostrano una relazione tra emissioni radio del Centro di Santa Maria di Galeria e incidenza e mortalità per leucemie infantili"; "La postulata associazione tra distanza dall' impianto e incidenza decrescente di leucemie infantili non è confortata da sufficiente validità statistica"; "La mortalità e l' incidenza di leucemie infantili nella zona circostante per dieci chilometri Radio Vaticana non sono diverse da quelle del Comune di Roma". Contro questi dati le associazioni di cittadini e gli ambientalisti hanno sempre protestato: "Non ha senso calcolare un raggio di dieci chilometri - spiega Augusto Rossi, di "Bambini senza onde" -. Così si annacquano le statistiche". Altre ricerche, peraltro, hanno prodotto risultati opposti. Uno studio dell' Agenzia di sanità pubblica del Lazio ha stabilito che i bambini che vivono vicino ai potenti impianti di Santa Maria di Galeria rischiano di ammalarsi di leucemia sei volte di più dei loro coetanei. Perciò la battaglia, se anche in questo caso ci sarà un processo, sarà incandescente. E per ora è impossibile prevedere chi la vincerà. Lavinia Di Gianvito 3 INDAGATI Vertici della radio: il cardinale Roberto Tucci, padre Pasquale Borgomeo e Costantino Pacifici 9 MALATI Sono i casi di leucemia infantile accertati negli ultimi anni nella zona fra Cesano e Osteria Nuova 589 ARTICOLO È il numero dell' articolo del Codice penale che corrisponde al reato di omicidio colposo "Cavillate, cavillate" "Ci saremmo aspettati che questo processo prima o poi si discutesse nel merito, invece di cavillare e cavillare, cavilli su cavilli...". Ha ripiegato sull' ironia il pm Stefano Pesci quando gli avvocati dei dirigenti di Radio Vaticana hanno sollevato, ancora una volta, due eccezioni di procedura: errori di notifica all' ingegnere Costantino Pacifici e al professor Agostino Gambino, il difensore numero tre di padre Pasquale Borgomeo. Il giudice Luisa Martoni ha respinto la seconda istanza ma ha accolto la prima, così l' udienza è stata rinviata al 9 dicembre. Ma forse neppure quel giorno il processo inizierà: l' avvocato Marcello Melandri ha già annunciato la presentazione di un' altra eccezione. Per le parti civili sarà un nuovo schiaffo, dopo che l' udienza di ieri ha avuto qualche minuto di turbolenza. Non è piaciuta ai rappresentanti dell' associazione "Bambini senza onde" la frase di un difensore: "Dopo che Radio Vaticana si è adeguata ai limiti di legge, pensavamo che tutto fosse risolto...". "Lo dite voi!", si è sentito gridare in aula. Gli avvocati di parte civile, fra i quali Costantino Marini e
Francesca Romana Fragale, sanno già che dovranno dare battaglia aassieme al procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e al pm Pesci. "Siamo pronti a ribattere alle ulteriori eccezioni procedurali della difesa di Radio Vaticana", sottolinea Fragale. L' accusa di "getto pericoloso di cose", in sostanza, non è mai stata discussa: il primo processo si è concluso quando il giudice Andrea Calabria ha stabilito che l' emittente della Santa Sede non era soggetta alla giurisdizione dello Stato italiano.
Di Gianvito Lavinia


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