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Studio legale Fragale


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Malagrotta. Dissequestro del gassificatore

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Avvocato Fragale: l'inchiesta andrà avanti
Giovedi 4 dicembre il gassificatore di Malagrotta è stato dissequestrato e ora proseguirà la sua attività sotto la supervisione dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico in attesa del rilascio del nulla osta di sicurezza da parte dei vigili del fuoco. L'Agenzia Ami ha intervistato sulla questione l'avvocato Fragale, difensore dei comitati cittadini della zona di Malagrotta.
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Giovedi 4 dicembre il gassificatore di Malagrotta è stato dissequestrato e ora proseguirà la sua attività sotto la supervisione dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico in attesa del rilascio del nulla osta di sicurezza da parte dei vigili del fuoco. L'impianto, infatti, era stato sequestrato l'11 novembre scorso per una presunta violazione delle misure antincendio, ma anche per l'assenza di alcuni requisiti di legge. In particolare il gassificatore non rispetta il decreto Seveso, secondo il quale due strutture altamente pericolose non possono stare nella stessa area. Il giudice per le indagini preliminari, Maria Finiti, non ha più ritenuto necessario mantenere sotto sequestro l'impianto vista l'autorizzazione (data dalla Procura il 21 novembre scorso) alla prosecuzione dei lavori per la messa in funzione.

L'
avvocato Francesca Romana Fragale, difensore dei comitati cittadini della zona di Malagrotta, ricorda che "il 30 giugno è formalmente terminata nel Lazio la declaratoria dello stato di emergenza rifiuti. Nella stessa data il commissario delegato straordinario per l'emergenza rifiuti, Piero Marrazzo, ha firmato il decreto di autorizzazione temporanea per l'esercizio di un anno del gassificatore in zona Malagrotta". Ma, continua l'avvocato, nello stesso decreto di autorizzazione, nei preamboli, veniva ribadita la persistenza dell'emergenza rifiuti. Secondo l'avvocato, la zona di Malagrotta non era una zona adatto ad ospitare un gassificatore, dato tra l'altro che in quell'area sorgono varie altre strutture tra cui una discarica, una raffineria, un inceneritore di rifiuti ospedaliere dell'Ama, depositi di gas, un bitumificio, un depuratore, un cementificio e due cave. Tra l'altro, ha sottolineato l'avvocato Fragale, il gassificatore infrange non solo la legge Seveso, che vieta la costruzione di impianti a rischio in un'area in cui già insistono altre strutture potenzialmente pericolose, ma anche le normative europee in materia. Dopo il dissequestro, ha concluso l'avvocato, l'inchiesta andrà comunque avanti.(antonino marsala - video: giovanni malagisi).


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