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MARRAZZO, MORGAN, BIGAZZI

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MARRAZZO, MORGAN, BIGAZZI
L'indignazione

Ci si interroga su quale sia il criterio di giudizio dei comportamenti odierni.
Il "caso Marrazzo" ha creato un composto sconcerto, pur rispettoso dei sentimenti della famiglia, come sempre dovrebbe essere. Le tempestive dimissioni, il riparo in un convento, il riserbo hanno premialmente fatto spegnere rapidamente i riflettori.
Il "caso marrazzo" ha portato stupore e scandalo per i presunti gusti sessuali dell'ex Presidente della Regione Lazio.
L'opinione pubblica è stata portata su quel livello di informazione, incanalata dalle discussioni più o meno liberiste, o più o meno puritane, sul fatto se fosse o meno corretto giudicare un politico non per la sua condotta di governo ma per il suo gradimento di transessuali.
Il "caso Morgan" ha superato in gradimento pubblico addirittura la presenza del Principe al festival di San Remo.
Morgan ha dichiarato pubblicamente di essere un depresso e di usare cocaina al posto dei più perniciosi pscicofarmaci.
L'Italia si è divisa, dimentica delle vere problematiche, tra coloro che lo consideravano solo un outing e coloro che, reputando Morgan un modello per le nuove generazioni, denunciavano il pericolo dell'esempio. La RAI gli impedisce di cantare al Festival delle canzonette, come quando inibì Mina perché aveva una relazione con un uomo sposato.
Strali, dibattiti, denunce, tam tam di interviste, smentite, sdegno.
Ma cosa è lo sdegno, per cosa oggi ci si sdegna ancora?
Regna l'ipocrisia, tutti sanno tutto di tutti e nessuno si sdegna, si fa finta di nulla.
Poi, d'improvviso, forse solo per aumentare l'audience del Festival canoro, si pompano polemiche ridicole e si tenta di anestetizzare l'io collettivo concentrandolo su situazioni marginali.
Il resto passa in subordine, le guerre, il deficit economico, gli omicidi, la disoccupazione, l'immigrazione, il nucleare, i rifiuti, gli ogm, tutto coperto da quel chiacchiericcio pettegolo e finto moralista mediatico.
Dopo il "caso Marrazzo", non possiamo dimenticare che sono morte due persone, Brenda e il pusher e altre sono state arrestate, la trans detta China, i Carabinieri presumibilmente coinvolti, la cocaina, la corruzione.
I media hanno dato queste notizie, ma lo sdegno è durato poco.
Ora si tratta in modo monotematico di corruzione, come se fosse una cosa nuova.
Si pretendono dimissioni, si mettono persone all'indice.
Da ultimo merita menzione il "caso Bigazzi", espunto dalla Rai perché ha detto che in guerra si mangiavano i gatti e che li trovavano buoni.
Merita sdegno? Merita polemiche? Anche il più fervente animalista non può negare un dato storico.
Parola d'onore, non si comprende per cosa ci si indigni oggi. Noi italiani credo abbiamo un' altissima soglia di tolleranza, siamo abituati a notizie di mafia, di stragi, di infanticidi, ma non siamo un popolo di stupidi.


Francesca Romana Fragale
Avvocato penalista, Presidente dell'Associazione "Futuro Sostenibile", membro della Camera Penale di Roma.


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